Home
Lunedì | 27 | Giugno
Notizie flash
EUROPE FOR CITIZENS'

È in atto il PROGETTO DI GEMELLAGGIO EUROPEO "EUROPE FOR CITIZENS"

PROGRAMMA 2014/2020 - Project  "Linking Citizens' for Building our Future" 
Municipality Alì Italy - Litgane Latvia - Galabocs Onkormanyzata Slovakia -Jobbàgyi Onkormanyzata Hungary

Per scaricare i documenti cliccare sulla voce CITTADINANZA EUROPEA nel menu principale

 

SERVIZIO CIVILE NAZIONALE - REGIONE SICILIA - ANNO 2016

SERVIZIO CIVILE NAZIONALE  - REGIONE SICILIA
Bando per la selezione di 1.962 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale nella Regione Sicilia

Progetti Servizio Civile Nazionale - Comune di Alì (ME)
Scadenza termine presentazione domande: 30 Giugno 2016


.

Benvenuto a Alì

Alì - Vista Chiesa MadreAlì, centro collinare della provincia di Messina, dista dal capoluogo circa 30 km. Adagiato sui monti Peloritani, sorge alle pendici del colle S. Elena a 450 metri s.l.m.
Affacciato al sole, è stato definito “una veranda pensile sullo Jonio”, per la sua felice posizione panoramica, che fa godere la magnifica vista del Mare Jonio e di tutta la riviera orientale della Sicilia; specie di sera, fa ammirare lo spettacolo incantevole delle coste calabresi e dello Stretto di Messina. Tutto il panorama è dominato dalla possente mole dell’Etna. E’ apprezzato per il patrimonio architettonico, per il suo clima mite, per l’aria purissima e per l’acqua limpida e fresca delle sorgenti naturali. Alì conta circa 1000 abitanti. La sua economia, un tempo sostenuta da una fiorente agricoltura, oggi prevalentemente si regge sul terziario.
Per  qualche anno è stato Centro Regionale Helen Keller, dell’Unione Italiana Ciechi, prima scuola in Sicilia per l’addestramento di cani-guida per non vedenti. 
Vi ha sede, pure, un importante stabilimento di acque oligominerali, la cui sorgente ricade nel territorio comunale.

 

 
La Storia

Il nome Alì, per taluni, ha origine greca, da Elim, in riferimento alla colonia greca Elide, da dove sarebbero venuti i fondatori del paese. Per altri, ha origini musulmane e sarebbe un omaggio al Califfo Alì, genero di Maometto.
Il paese, fondato nel 638 a.c. sul pianoro Mollerino, dai coloni dell’Elide, ricadeva nel territorio di Zancle Messana, ma i primi abitanti, tormentati dalle incursioni dei pirati, si trasferirono molto più in alto, sul Monte Scuderi,

Leggi tutto...
 
Monte Scuderi

Monte ScuderiMonte Scuderi è una delle cime più alte dei monti Peloritani (1253m); esso domina il mar Ionio elevandosi su Itala ed Alì a Sud-Est e sulla sorgente della Santissima ad Ovest. Geologicamente si tratta di una mole di gneiss antico che posa su una base di micascisti paleozoici. In altre parole in basso è morbido e friabile, in alto è durissimo.

La vetta è perfettamente pianeggiata, e forma come una grande terrazza alla quale si accede per due porte, situate alle estremità Est ed Ovest. Dalla cima si assiste ad uno scenario vario ed incomparabile; dall’Etna a capo Peloro, in una suggestiva ondulazione di colli ricoperti di un manto di alberi "grigio verdi". Sulla cima del monte un tempo sorgeva l’abitato bizantino di Mico, distrutto dagli arabi. Nel mezzo del piano vi è un buco tortuoso, oscuro e profondo, non si sa se formato dalla natura e poi perfezionato dagli uomini che vi sono scesi attraverso i secoli spinti dal richiamo di trovare i tesori di cui narra la leggenda. Fra l’altro nel 1725, vi scesero dei minatori tedeschi alla ricerca di ricchi e preziosi minerali ivi giacenti come oro, argento, rame, ferro, piombo. Costoro notarono che nella grotta erano stati costruiti dei "pianerottoli" e, nel fondo, scoprirono un lago di acque. Il luogo in quel punto era ben largo e pareva proseguire oltre, ma i minatori, atterriti dallo strepitio e confusi dalla quantità delle acque, non andarono oltre.
Il monte tiene nelle sue falde una vena d’ acqua col nome di "Canalaci", perché abbondante e divisa in più canali. Si crede che quest’acqua così abbondante sgorghi da quel lago o fiume che il monte tiene racchiuso nelle sue viscere producendo, dove scorre, quantità di pioniche monuschisti, edera terrestre, ed altre singolarissime piante. Una spedizione effettuata un tempo da Universitari di Messina rivela che nei muri di un largo spazio, sito dentro la grotta e simile ad una grande sala, vi sono numerose scritte lasciate nel corso degli anni dai visitatori che si sono alternati nell’esplorazione. Fra tutte la più interessante è sicuramente quella in caratteri gotici "TEUFFECHEL", che significa "DIABOLICO", con incisa sotto la data "1727"; data dell’esplorazione effettuata dai tedeschi.
In antichità Monte Scuderi con Monte Franco e Pizzo del Poverello costituiva un tutt’uno; con un movimento tellurico verificatosi due millenni fa, questi monti si divisero. Notizie storiche di questa spaccatura sono state tramandate da vari scrittori, infiorate magari dalla leggenda che vuole il monte spaccato in occasione della morte di Gesù Cristo. Un tempo il monte veniva denominato Saturno, quindi per un certo periodo, si pensa fu sede reale attirando continue guerre attorno a se ed a prova di ciò è la scoperta, di sotto allo scosceso del monte, di un "Antro" tutto ripieno di ossa umane di quantità incredibile, detto "catasfachio". La venuta di tanti minatori estranei che, nonostante i pericoli si calavano nel monte, fu spiegata, dagli abitanti con la presenza di un tesoro che rende oggi caratteristico il monte. Si troverebbe, inoltre, seppellito anche il corpo di Saturno custodito dalla figlia. E’ una leggenda che si tramanda di padre in figlio nei paesi attorno a Monte Scuderi e sicuramente ogni generazione l’ha arricchita di particolari e, vecchia com’è, è arrivata a noi con tutti gli attributi che una leggenda non può mancare di possedere.

 

 
Il Territorio

Superfice:

16,69 kmq
Abitanti: 933
Densità: 55,9 per Kmq
Nome abitanti: aliesi o alioti
Altitudine: 450 mt. s.l.m
Perimetro: mt  21.858
Superficie: m² 15.606.249
Latitudine: 38º 1' 37'' N
Longitudine:

15º 25' 1'' E

Ad ovest l'abitato si affaccia ai primi contrafforti dei Peloritani, il cui verde, un verde fitto che non da tregua all'occhio, sale dolcemente per i pendii, finopanorama a raggiungere i più alti crinali. Verso la marina, si domina la liquida distesa dello Ionio, un bel paesaggio, in cui i capi di Alì e di Sant'Alessio, sovrastano le bianche macchie degli agglomerati, disseminati tra il bel verde della costa. ben visibile l'estremo lembo del litorale calabro, riposante sull'immenso velluto del mare. Pochi ad Alì Superiore i rumori: qualche trillo di uccello, qualche coccodè di gallina, qualche latrato di cane in lontananza. Tolti questi rumori, ad Alì domina sovrano il silenzio e quando si sente il rombo di qualche macchina, o il suono di qualche giradischi si rimane stupidi poiché Alì ha saputo conservare la sua tradizionale vocazione alla vita rusticana.
Il Paese conserva ancora, nei ballatoi e nei cunicoli dei vecchi vicoli, la sua antica fisionomia medievale e quasi ci si attenderebbe di vedere sbucare, da qualche angolo appartato, qualche baffuto soldato con elmo ed armatura di alcuni secoli fa, a turbare, col suo passato militaresco, la bella pace del luogo.

Leggi tutto...
 
« InizioPrec.12345Succ.Fine »

Pagina 1 di 5