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Sabato | 18 | Novembre
Monte Scuderi
Scritto da dr. Santi Emanuele Savoca   

Monte ScuderiMonte Scuderi è una delle cime più alte dei monti Peloritani (1253m); esso domina il mar Ionio elevandosi su Itala ed Alì a Sud-Est e sulla sorgente della Santissima ad Ovest. Geologicamente si tratta di una mole di gneiss antico che posa su una base di micascisti paleozoici. In altre parole in basso è morbido e friabile, in alto è durissimo.

La vetta è perfettamente pianeggiata, e forma come una grande terrazza alla quale si accede per due porte, situate alle estremità Est ed Ovest. Dalla cima si assiste ad uno scenario vario ed incomparabile; dall’Etna a capo Peloro, in una suggestiva ondulazione di colli ricoperti di un manto di alberi "grigio verdi". Sulla cima del monte un tempo sorgeva l’abitato bizantino di Mico, distrutto dagli arabi. Nel mezzo del piano vi è un buco tortuoso, oscuro e profondo, non si sa se formato dalla natura e poi perfezionato dagli uomini che vi sono scesi attraverso i secoli spinti dal richiamo di trovare i tesori di cui narra la leggenda. Fra l’altro nel 1725, vi scesero dei minatori tedeschi alla ricerca di ricchi e preziosi minerali ivi giacenti come oro, argento, rame, ferro, piombo. Costoro notarono che nella grotta erano stati costruiti dei "pianerottoli" e, nel fondo, scoprirono un lago di acque. Il luogo in quel punto era ben largo e pareva proseguire oltre, ma i minatori, atterriti dallo strepitio e confusi dalla quantità delle acque, non andarono oltre.
Il monte tiene nelle sue falde una vena d’ acqua col nome di "Canalaci", perché abbondante e divisa in più canali. Si crede che quest’acqua così abbondante sgorghi da quel lago o fiume che il monte tiene racchiuso nelle sue viscere producendo, dove scorre, quantità di pioniche monuschisti, edera terrestre, ed altre singolarissime piante. Una spedizione effettuata un tempo da Universitari di Messina rivela che nei muri di un largo spazio, sito dentro la grotta e simile ad una grande sala, vi sono numerose scritte lasciate nel corso degli anni dai visitatori che si sono alternati nell’esplorazione. Fra tutte la più interessante è sicuramente quella in caratteri gotici "TEUFFECHEL", che significa "DIABOLICO", con incisa sotto la data "1727"; data dell’esplorazione effettuata dai tedeschi.
In antichità Monte Scuderi con Monte Franco e Pizzo del Poverello costituiva un tutt’uno; con un movimento tellurico verificatosi due millenni fa, questi monti si divisero. Notizie storiche di questa spaccatura sono state tramandate da vari scrittori, infiorate magari dalla leggenda che vuole il monte spaccato in occasione della morte di Gesù Cristo. Un tempo il monte veniva denominato Saturno, quindi per un certo periodo, si pensa fu sede reale attirando continue guerre attorno a se ed a prova di ciò è la scoperta, di sotto allo scosceso del monte, di un "Antro" tutto ripieno di ossa umane di quantità incredibile, detto "catasfachio". La venuta di tanti minatori estranei che, nonostante i pericoli si calavano nel monte, fu spiegata, dagli abitanti con la presenza di un tesoro che rende oggi caratteristico il monte. Si troverebbe, inoltre, seppellito anche il corpo di Saturno custodito dalla figlia. E’ una leggenda che si tramanda di padre in figlio nei paesi attorno a Monte Scuderi e sicuramente ogni generazione l’ha arricchita di particolari e, vecchia com’è, è arrivata a noi con tutti gli attributi che una leggenda non può mancare di possedere.

 

 
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